LE SFERE DELL' UNIVERSO

La sfera materiale è la dimensione che conosciamo meglio, cioè la materia. I fisici quantici hanno trovato che le particelle di cui anche noi siamo costituiti sono in realtà delle onde e dei quanti di energia. Studiando più approfonditamente si sono accorti che queste onde si scambiano informazioni. Infatti, lo spazio fra le particelle non è realmente un vuoto, ma un livello minimo di energia. Questa è la ricerca del “bosone” di Higgs.

Le leggi che regolano la materia non sono le stesse per i grandi oggetti e per il mondo delle particelle, le stesse cause non producono gli stessi effetti. I risultati sono in contraddizione con la logica abituale. I fisici rappresentano i risultati attraverso una curva che chiamano “funzione d’onda”. Possiamo avvicinarci a delle “silhouette” potenziali di ciò che si cerca di determinare. Ed è tutto rimesso continuamente in discussione. 

Sembra comunque che al di là della materia si trovi una matrice energetica che anima la materia stessa. E’ un mondo spirituale nel senso del contenuto informativo che incorpora insieme una memoria ed un’ evoluzione intelligente di cui non siamo capaci di immaginare la fonte. Forse la teoria delle “Corde”può farci immaginare ciò che chiamiamo Spirito o Coscienza. C’è d’altronde il mondo descritto dalla teoria dell’Universo olografico di Karl Pribam. In questo modo il mondo della fisica quantica raggiunge la metafisica, la sfera dell’informazione che preesiste al mondo materiale.

La sfera immateriale: alcuni studi hanno dimostrato che al di là del campo della matrice energetica, dell’ologramma, esistono dei campi d’attrazione di “ probabilità”, cioè la possibilità d’attrazione delle informazioni. Altri tipi di campi operanti in un’altra dimensione che possono legare le probabilità tra gli avvenimenti, quantici, umani, biologici. 

A livello quantico gli attrattori influenzano direttamente la realtà determinandone la funzione d’onda. A livello macroscopico gli avvenimenti sono principalmente il risultato delle leggi della fisica classica e della biologia, ma l’influenza degli attrattori può esercitarsi sulla probabilità di sincronizzazione degli avvenimenti nel tempo. E’ quello che si chiama “effetto farfalla”. 

E’ nella storia della sincronicità degli attrattori, che si trovano le coincidenze notevoli e non dovute al caso come ha ben spiegato Jung. In verità, se il nostro cervello possedesse funzioni quantiche potrebbe connettersi a diverse dimensioni del nostro Universo. Questo spiegherebbe i fenomeni di “veggenza”, di telepatia. Spingendoci ancora più lontano, poiché sappiamo che l’Universo è in forma frattale possiamo immaginarlo come una sfera che ne contiene altre, dal generale al particolare, come le bambole russe. Nel nostro universo conosciuto, le sincronicità si misurano attraverso lo scorrere del Tempo. 

Ciò che caratterizza il tempo, ciò che ne caratterizza la natura in rapporto alla comprensione che noi ne abbiamo nel nostro ambiente Solare è il balletto dei pianeti, il suo ritmo, i suoi cicli. E per il momento, la parte quantica del nostro cervello tiene conto di questo scorrere del tempo, almeno nello spazio di tempo che rappresenta la nostra manifestazione sulla Terra. Se consideriamo che ogni oggetto sia sottinteso per la sua parte spirituale informativa, si può supporre che anche i pianeti possano avere una funzione informativa. Così l’astrologia, che sarebbe meglio chiamare cosmologia, sbarazzandola dai suoi orpelli culturali abbia un fondamento rispetto alla sincronicità degli avvenimenti.


 
 (C) Daniela Rietti 2016 - Ultimo aggiornamento 06-08-2016 
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